Dallo Spirito alla Materia: Il processo evolutivo della Mente

Solitamente quando si parla di mente si intende qualcosa di astratto oppure il cervello fisico vero e proprio.

Considerandola invece come energia la possiamo pensare come se fosse un fluido molto sottile, un qualcosa di duttile che si colloca all’incirca dove si trova il nostro corpo, ecc.

Secondo le tradizioni orientali nella Grande Mente di cui tutti facciamo parte si formano delle individualità che poi ad un certo punto si incarnano. Queste menti per definizione più limitate finiscono per credere di essere isolate dal resto della Grande Mente quando il principio egoico prende il sopravvento. Questo avviene nell’arco di molte vite, ma con un ciclo ridotto anche nell’arco di una sola vita; prima del parto si è ancora coscienti della dimensione astrale oltre che di quella fisica in cui ci si sta inoltrando e poi quando si nasce si viene limitati dai sensi fisici e pian piano ci si riduce a percepire soltanto questi mentre ci si individua sempre più soltanto nel corpo per la necessità di controllarlo. Ecc..

Facendo un passo indietro, andiamo a vedere come si è sviluppato il corpo fisico che oggi possediamo secondo un approccio che fonde e supera la visione creazionista e quella darwiniana.

Anzitutto notiamo come una mente descritta come abbiamo fatto, cioè un insieme di particelle unite in una sorta di fluido supersottile, non è statica, ma dinamica e omnidirezionale e si espande nelle varie direzioni a seconda della propria intenzione spingendo inoltre altre sostanze, sempre sottili, ma addirittura in certi casi anche le sostanze definite fisiche sempre che sia notevolmente concentrata.

Una prova di ciò può ottenersi grazie a semplici esercizi, come si fa ad esempi nelle arti marziali energetiche, Tai Chi Chuan, Aikido, ecc. dove senza utilizzare nessuna forza fisica i Maestri riescono a spostare notevolmente e “magicamente” gli opponenti. Il “trucco” è la semplice concentrazione dell’energia mentale coordinata tutta in una unica direzione compreso quella più densa che è nella struttura fisica. E’ facile, ma per ottenerlo ci vogliono molti anni di pratica perché noi siamo invece troppo “distratti”, non concentrati e non conosciamo la nostra vera struttura multidimensionale.

Ma senza arrivare a questi casi eccezionali, abbiamo sicuramente sperimentato noi stessi che in certe condizioni mentali particolari (una idea chiara e armonica, nessuna tensione né aspettativa, nessun dubbio, ecc.) possiamo ottenere “magicamente” certi risultati che poi, siccome non conosciamo come fare per riprodurre la condizione mentale, li releghiamo nel campo delle “coincidenze” e ce ne dimentichiamo.

C’è invece chi studia queste tecniche e riesce ad ottenere molte più “coincidenze” …che coincidenze non sono! Comunque quel che a noi interessa in questa sede è intendere che la mente è fluida e che il campo dell’attenzione è il luogo dove essa si sposta.

Sappiamo inoltre che gli organismi più semplici conosciuti sono degli invertebrati trovati nell’oceano pacifico che hanno un corpo trasparente con una specie di spina dorsale bianca luminosa. Esattamente come gli Yogi ci dicono che tutto nasce e si sviluppa a partire dalla sushumna il canale luminoso che si trova all’interno della spina dorsale. In essa viaggia, in una dimensione molto sottile, la parte più elevata della mente che poi si riproduce su piani sempre più densi attraverso varie forme pensiero fino a costruire il corpo fisico dopo averne costruito altri ai livelli sottili.

E’ quindi plausibile immaginare una coscienza che cerca di interagire sui piani più densi proiettando la mente nella direzione dell’azione e creando immagini di organi funzionali al sostentamento di un corpo “pesante”, creando occhi, branchie, pinne, vertebre, ali, gambe e braccia in un crescendo di tentativi secondo un percorso non sempre lineare, ma seguendo più linee parallele alla ricerca di una forma atta a perseguire una grande libertà di azione sul piano fisico anche se con gli ovvi compromessi strutturali dovuti alla ristrettezza delle leggi fisiche.

In una visione come questa è anche facile immaginare come possano essere stati creati esseri mitici poi “ritirati dal mercato” perché inadatti (angeli, draghi, ecc..) o formati nei soli livelli più sottili e quindi percepibili da alcuni con la mente e poi raccontati agli altri.

Se noi consideriamo infatti il continuum energetico (i quanti, la materia oscura, ecc) come un continuum mentale multidimensionale dobbiamo immaginarlo pieno di concetti espressi sotto forma di immagini. Possiamo immaginare la Mente come una produzione continua di luoghi, avvenimenti, esseri, ecc. che si sviluppa nelle direzioni più svariate progredendo da un probabile punto iniziale di consapevolezza verso tutte le direzioni.

In questo processo quando si nasce in un corpo così limitato come quello fisico, la mente individualizzata finisce per perdere la consapevolezza e credere di essere quel corpo e limitare se stessa ai suoi confini. Così nasce l’ego facendo un errore di valutazione e dando inizio alla mancanza di consapevolezza e cioè all’ignoranza in particolare di essere parte integrante della grande Mente e dando inizio ad una azione centripeta dell’energia per attirare sempre più a se nella convinzione errata che così facendo possa “crescere”.

Quando il corpo muore l’ego perde la base su cui si è costruito, cioè la limitazione dei sensi e la limitazione del fisico e torna ad essere la coscienza individualizzata per continuare il suo viaggio esperienziale attraverso altre forme ed esistenze.

A volte però, quando l’ego è troppo denso chiude tutte le porte esterne per guardare più che al mondo alle sole sue formazioni di pensieri su di esso, finendo per sopravvivere alla morte fisica e divenendo una gabbia in cui la coscienza individualizzata è bloccata… finché un evento esterno la libera la coscienza dissolvendo l’ego.

Altre volte invece la coscienza riesce a liberarsi, ma lascia la struttura di pensieri dell’ego intatta, che crede di esistere ed esser viva (l’ego è infatti proprio l’idea di esistere) e questa si raduna con altre similari in zone dell’energia lontane dalla consapevolezza vera. Questi ego continuano a cercare corpi per vivere per riprodurre lo stesso processo con cui sono stati creati, ma, non avendo il principio creativo della Mente al loro interno, finiscono per cercar di accaparrarsi corpi di altri dando corpo alla famosa battaglia tra luci ed ombre, bene e male, ecc..

La vita sulla terra è quindi una sorta di scuola in cui le coscienze individualizzate vengono a sperimentare la difficoltà della comprensione quando la percezione è limitata …a volte anche grazie proprio alle legioni di ego perduti che gli si appoggiano sopra e creano disarmonie e difficoltà di comprensione. O addirittura guerre e disperazione.

Queste coscienze sono parti di famiglie o razze che vengono da piani o livelli diversi dello spazio multidimensionale e sono aiutate nel loro lavoro di crescita dalle altre coscienze non incarnate della stessa razza. Alcune di queste li chiamiamo alieni !

Altri alieni sono gli ego perduti riconfigurati in legioni e comandati dai più sottili tra di loro che riescono a sussurrare agli altri menzogne atte ad manipolarli per i loro scopi il più importante dei quali è quello di porre un freno alla luce della coscienza espandendo la loro zona d’ombra e permettendo che altri ego si perdino, attraverso la disperazione e il dolore, per rimpinguare le loro fila ed espandere il loro mondo con le immagini dense e cristallizzate di questi.

Emanuele Russo

Questo era il testo preparato per il mio intervento al convegno “Le origini dell’esistenza umana tra Perego e Sitchin” del Sabato 7 Maggio a Roma a cura del Centro Italiano Ricerche, poi, come sempre, sono andato a braccio…. 🙂

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