Il Monte dell’evoluzione

C’è un’immagine, l’immagine di un monte, il monte dell’evoluzione. Tutti stiamo salendo, chi da nord, chi da sud, ecc…

Alcuni salgono arrampicandosi direttamente in linea verticale, altri invece salgono obliquamente per attenuare la pendenza, altri ancora hanno scoperto un sentiero, lungo, molto lungo, ma molto meno faticoso.

Alcuni seguono un capocordata, si attaccano ad un filo e vanno su seguendo la propria guida. Altri fanno da soli, rischiando di più, ma potenzialmente possono trovare nuovi percorsi.

Tutti incrociano in certi momenti quelli che fanno percorsi diversi. Alcuni gridano: “è di qua, è più rapido!”. Altri rispondono: “no è troppo pesante per me, non ho gli scarponi adatti, ho troppa ciccia”.

Poi arriva un punto, nei pressi della vetta, in cui molti percorsi si incrociano. Se guardi in giù vedi tantissime persone salire, mentre prima guardando in su se ne vedevano pochissime. Ed allora si comprende che tutto sommato qualsiasi percorso andava bene, solo ognuno fa quello più consono alle sue capacità. Lì ci si ritrova con quelli che sono partiti da nord, da sud, da est, ecc… E ci si può fermare a parlare di come è stato salire sull’altro cammino, diverso dal proprio, interessantissimo interscambio.
Però manca la parte finale, la più difficile, la vetta. Bisogna attraversare un banco di nuvole e non si vede nulla. Allora ci si mette daccordo tutti insieme e ci si scambia i punti di vista cosicché tutti possano avere un po’ dell’esperienza dell’altro. E si riparte… nella nebbia ognuno sarà solo.

L’ultimo tratto è quello che ognuno dovrà fare da solo. Alla fine si arriverà sulla cima dove splende il sole non più mascherato dalle nuvole, ma non si può facilmente tornare indietro ad aiutare gli altri. Si può solo gridare: “di quì! per di quì! sentite la mia voce? sono arrivato, è bellissimo come ci avevano detto!”. Poi ci si volta e la montagna non esiste più!

Ognuno di noi si trova su un punto di questo percorso. Non è una corsa. È un viaggio.

” Il viaggio crea la meta. La meta non è starsene seduti alla fine del viaggio, il viaggio la crea a ogni passo. Il viaggio è la meta. Il viaggio e la meta non sono separati, non sono due cose. La meta e i mezzi per giungervi non sono due cose. La meta si estende lungo tutto il viaggio; tutti i mezzi contengono in sé la meta. “
Osho

L’evoluzione è la vita. Sempre in salita. Non si può sfuggire! Non c’è la casa con il camino acceso. Oramai si è nati. Non c’è preparazione, la preparazione la si fa camminando e inciampando.
Certo all’inizio si va per il cammino più sicuro e solo dopo, quando ci si sente in grado, si prende quello più arduo. Ma attenzione. La vita non può mai retrocedere, solo avanzare, a volte in uno sporco fosso, a volte su un bel prato, ma comunque si avanza perché aumenta l’esperienza, anche nell’errore, anche nello sbaglio. Arriverà il momento che tutto questo si convertirà in positivo.

Muzuke

(Questo articolo è stato pubblicato in vari siti nel 2003)

Print Friendly, PDF & Email
Social
Share the joy
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

dieci − nove =