Tensioni mentali

Le persone autentiche fanno le cose in modo diversoPer tensioni mentali intendiamo un modo di trattare la sostanza mentale che non è rilassato, armonico e che comporta un disagio e a lungo andare anche problemi di carattere emozionale o fisico.

Si tratta, per fare un esempio, di come quando si stringe una mano per prendere un qualcosa. Le mani sono fatte per stringere, per afferrare… e a volte per afferrare un concetto o per afferrare una immagine o una idea, si stringe la sostanza mentale in modo similare a quando si usano le mani, come stringendo delle dita mentali.

Ad esempio immaginate di cercare di guardare una scritta molto piccola su di un monitor che si trova molto lontano e di non riuscire a distinguere chiaramente le lettere. Nel tentativo di afferrare l’immagine e il significato della frase, si produce una tensione della sostanza mentale che è perfettamente rappresentata dall’immagine di dita che cercano di afferrare qualcosa. Questa tensione sarà legata e rafforzata dalla tensione che si produce negli occhi o nella corteccia visiva. Lo stesso avviene ovviamente se si cerca di afferrare un ricordo, un rumore, ecc..

Ovviamente non sempre si tratta dell’immagine di dita contratte. Ci possono essere anche altri tipi di immagini dipendenti dalle proprie configurazioni mentali.

Questo modo di procedere con tensione, mantenuto nel tempo, porta ad una cristallizzazione nella mente dell’immagine (es. le dita che si contraggono), nei luoghi suddetti od in altri più propriamente legati al contenuto dell’immagine. Questa cristallizzazione diventerà una zona di disturbo per i flussi mentali e, se col tempo diventa molto grande, potrà anche disturbare lo scorrere di fluidi corporei, come il sangue o la linfa, o addirittura la formazione di nuove cellule.

Scioglimento delle tensioni

Cerchiamo ora di capire come si può procedere allo scioglimento di tensioni come queste.

Prima di tutto si tratta di arrivare al luogo dove la tensione si è configurata. Non necessariamente dobbiamo sapere effettivamente dove si trova. Infatti, la nostra mente sa perfettamente dove è collocata anche se l’informazione non è alla luce della coscienza.
Quindi possiamo chiedere alla nostra mente di porsi questa tensione davanti.
Oppure procedere con un’altro metodo di individuazione legato al particolare contenuto mentale; ad es. nel caso di temi legati alla comunicazione possiamo riferirci alla gola, o con i temi affettivi alla zona cardiaca, ecc..
Chi ha sviluppato una percezione cenestesica, cioè tattile-corporea, potrà anche sentirla direttamente nel fisico, in un luogo in effetti strettamente collegato all’effettiva collocazione della tensione, che potrà essere, come già detto, anche al di fuori del corpo.

Una volta individuata la tensione si deve cercar di portare una sensazione di rilassamento a questa sostanza mentale contratta. Esattamente come facciamo quando abbiamo la mano stretta a pugno e poi aprendola rilassiamo le dita. Quindi si tratta di distendere, sciogliere, srotolare la sostanza mentale avvolta su se stessa.

Un altra cosa che può succedere è che una tensione di questo tipo, cioè che si arrotola su se stessa, associata ad una tensione emozionale piuttosto forte, ripetuta molte volte, può portare ad una configurazione energetica che non è statica come fino adesso descritta, ma dinamica.
Ci troviamo, ad esempio, difronte ad una immagine di un vortice che ruota su se stesso, stringendo sempre più. E’ un movimento rotatorio che finisce per far confluire all’interno di se la sostanza mentale prendendola da una zona molto più ampia di quella iniziale. Si comporta, infatti, esattamente come fa un tornado nel campo metereologico, attirando al suo interno tutto quello che incontra ai suoi margini.
E’ di particolare interesse capire che un siffatto vortice mentale finisce per attirare dentro di se il flusso del pensiero quando questo si trova a passare nelle vicinanze, facendo partire una serie di pensieri ed emozioni collegate a questa struttura di partenza e non necessariamente al tema originario del pensiero. Diventa quindi particolarmente difficile gestire il flusso del pensiero. E’ il principio delle divagazioni mentali.

Immaginate cosa può succedere quando ci sono molti vortici mentali. Sarà difficile fare un ragionamento logico, sostenere una discussione tranquilla, mentre il flusso del pensiero viene catapultato all’interno di questi vortici riesumando pensieri ed emozioni che non sono collegati, ma semplicemente “vicini” all’argomento trattato.

Per fare un esempio, immaginiamo che mentre si sta “dando” qualcosa ad un’altra persona, il flusso mentale passi vicino ad un vecchio vortice contenente l’emozione negativa associata ad una vecchia ferita emozionale. Facile allora capire come l’attuale “dare” possa essere condizionato da emozioni che per nulla centrano con l’altra persona, ma bensì con una vecchia storia e finire invece col “trattenere” l’energia  generando ulteriore contraddizione interna e non assolvendo la funzione di “dare”. L’altro non percepirà il giusto sentimento e nasceranno in lui dubbi e perplessità, con tutte le conseguenze che si possono immaginare.

Un ulteriore conseguenza negativa è se questi vortici si trovano localizzati in organi delicati dove scorrono flussi di sostanze fisiche, come il sangue, la linfa, gli impulsi nervosi, ecc.. Dunque questi vortici energetici faranno una azione di disturbo sullo scorrere dei fluidi corporei, tanto più forte quanto più la tensione emozionale relativa è elevata. I danni derivanti da una perdurata condizione di blocco energetico come questa, possono essere molto gravi.
Dobbiamo infatti ricordare come le cellule del corpo umano si rigenerano costantemente e nell’arco di 3-6 mesi sono quasi completamente rinnovate. Dovendo dunque riformarsi vanno a prendere come materia prima proprio le particelle subatomiche che sono molto sensibili ai flussi devianti di cui abbiamo parlato.
Se la creazione di una cellula avviene in un flusso armonico è ovvio che avremo una cellula ben costruita, ma se avviene in uno spazio perturbato da vortici energetici, allora possiamo immaginare che qualcosa non andrà a buon fine.
L’insorgenza di una malattia, una deformazione del funzionamento o della struttura fisica, avverrà quindi come conseguenza della emozione disarmonica non sciolta in tempi brevi.

E’ questo che succede quando si parla di psicosomatica.

[Nota per l’editore. Riportare Esempio della psicologia e dell’aereo pilotato dalla torre di controllo che procede nella turbolenza.]

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