Percepire il Divino

(Intervento al convegno “IL DIO NASCOSTO – Dalla preistoria ai nostri giorni”)

Oggi vi voglio parlare di una “versione orientale del tempo” prima di arrivare al tema di come percepire il divino. Secondo le filosofie orientali il tempo è circolare e diviso in cicli ricorrenti… un po’ come la luna che gira intorno alla terra e quest’ultima intorno al sole, ecc..

Si parla allora di una ETÀ DELL’ORO. Un periodo in cui il bene predominava, l’uomo non aveva necessità di “sfruttare” la terra e la felicità era una meta raggiungibile.

Oggi però i nostri storici ci hanno costruito una immagine lineare del progresso dell’uomo nel tempo. Da uomini delle caverne ci siamo evoluti verso la nostra civiltà e si andrà avanti solo in questa direzione. Ma ci sono delle cose che non quadrano in questa visione.

Stonehenge, Carnac, le costruzioni di Cuzco, Tiahuanaco, le tre grandi Piramidi di Giza, la Sfinge e il suo tempio, ecc.
Le grandi pietre pesanti tonnellate e perfettamente collimanti, la precisione matematica di alcune di queste costruzioni e gli ignoti scopi per le quali sono state costruite oltre alla impossibilità di datare perfettamente la loro realizzazione sembrano suggerirci che Speciali poteri sono stati all’opera nel passato per costruire queste millenarie opere

“perché noi oggi avremmo grandi difficoltà a farlo”

e questo non quadra con l’idea di progresso lineare sempre crescente.

Ancor meglio è dire che non abbiamo altro che “solo qualche sospetto” sul perché li facevano e sul come li hanno fatti.
Sono state fatte molte ipotesi e forse le conoscete tutti. Alcune di esse fanno risalire al 10.450 a.C. la costruzione delle tre grandi piramidi di Giza e della Sfinge per i particolari allineamenti astrologici trovati.

Vediamo invece come lo Swami Sri Yukteswar (il guru di Yogananda), nel 1894, ha descritto e ricalcolato i periodi cosmici (Yuga) della tradizione indiana per la quale questi periodi si succedono appunto in modo circolare caratterizzando la vita degli esseri a seconda del periodo.

Come nell’astronomia i pianeti girano attorno ai soli, i quali girano attorno al centro delle galassie, ecc. Così nella tradizione indiana esiste un universo “non manifesto”, cioè che noi non riusciamo a percepire, dove avvengono altre rivoluzioni su diverse dimensioni, di cui l’ultima intorno al centro divino.

I Cicli Cosmici

Secondo il punto di vista che dà Sri Yukteswar ci stiamo muovendo, insieme al sole in una rotazione attorno ad un grande centro cosmico chiamato Vishnunabhi, la sede di Brahma (il cuore divino del cosmo) che controlla la virtù mentale (la qualità più alta della mente).
Più vicini siamo ad esso, più percepiamo direttamente Dio e la Verità.
Per percorrerne la circonferenza servono 24.000 anni.
Il punto più luminoso, vicino al cuore di Dio, calcola Sri Yuktesvar, è nel 10.501 a.C. (che ricorda le ipotesi sulla vera data di costruzione della Sfinge) ed il punto più lontano il 501 d.C.. Noi staremo quindi lentamente avvicinandoci di nuovo a quel centro.

Secondo questo schema, 5-6 mila anni prima di Cristo, per un effetto di inerzia dai periodi precedenti, le persone avevano una percezione divina diretta che si è persa quasi completamente entrando nel periodo oscuro Kali Yuga (699 a.C.- 1.701 d.C.). Oggi stiamo faticosamente riacquistando la capacità di percepire direttamente la Verità, ma, ancora una volta, per un effetto di inerzia del periodo precedente, troviamo mille difficoltà a destrutturare il sistema di pensiero oscurante costruito nel Kali Yuga.

Alcuni stanno già percependo in modo diverso la realtà e noi qui siamo già in tanti che, ognuno nel suo campo specifico, arriva a vedere le cose con una unità di fondo, nonostante non ci conosciamo nemmeno.

Ma veniamo al motivo per cui non si percepisce il divino.

Il motivo è che il pensiero crea continuamente formando “immagini” con particelle molto sottili esistenti. Queste immagini sono più o meno dense a causa della forza emozionale con cui vengono costruite.
Una immagine armonica, bella, sarà morbida, leggera e facilmente evanescente. Una immagine emozionalmente tesa, come un muscolo durante uno sforzo, rimane tale molto più a lungo dando luogo ben presto ad aggregazioni di altre “zone dense” che “impigliandosi” tra di loro finiscono per “oscurare il cielo”.

Ora pensate al Medioevo, proprio nel punto massimo del Kali Yuga, e capirete come si siano formate eccezionali zone oscure fatte di pensieri errati, tesi, negativi, ecc. Pensate alle guerre ed alle uccisioni ed alle loro conseguenze emozionali e quindi a strati di energia condensata, pesante e oscura.

Tutto questo ci ha influenzato e ci influenza ancora togliendoci luce e facendoci vedere le cose attraverso un filtro di forme pensiero, una lente distorcente, che ci fa credere alla realtà del suo contenuto piuttosto che a ciò che sta dietro.

Quindi, quando pensiamo, ci connettiamo ad uno “schema di pensiero” che ci rifornisce di idee, emozioni, immagini. E, senza entrare nei dettagli, in questo schema Dio non è sempre “dipinto” in un modo corretto. Ecco quindi che molti si allontanano dalla “religione”, che parla di un Dio “strano”, e si professano atei oppure si mettono alla ricerca di una concezione migliore.

Dunque non ci resta che evitare questa zona oscura o fargli un bel buco in mezzo per poter vedere al di là, insomma trovare uno stratagemma per arrivare ad una percezione diretta. Questo si chiama meditazione.

Ma non è solo attraverso di essa che arriviamo a questa percezione.
Anche con un indagine seria sulla realtà ultima della materia, condotta con l’uso di strumenti scientifici e logici, applicati però con una mente veramente libera, si arriva a questa nuova visione cosmica, di cui la più entusiasmante e sbalordente verità è che siamo tutti connessi.

E per mente libera si intende una struttura non ottenebrata dall’Ego che è l’insieme dei pensieri associati al proprio corpo e come tale, se è troppo affollato, rischia di impedire alla coscienza di guardare al di fuori di esso.
Ed, in particolare, l’Ego impedisce di vedere la realtà della nostra appartenenza ad un unico grande organismo cosmico con la conseguenza di cercare di appropriarsi di una parte del tutto a discapito degli altri, invece di considerare che ha già tutto e che può goderselo “con distacco”.

Quindi come facciamo a percepire il divino?

Dobbiamo levarci di dosso o anche aggirare quelle sovrastrutture energetiche contenenti idee, pensieri ed emozioni, credenze. E per far ciò abbiamo un esempio naturale stupendo. Chi ha infatti meno sovrastrutture più di un bimbo nato da poco?

Immaginatevelo, così nudo, inerme e sprotetto tra le vostre braccia, che vi guarda con occhio fiducioso e vi sorride. È un’immagine che tocca il cuore… ed è proprio così che bisogna andare verso la percezione del divino.

– “Nudo” perché non abbisogna di nulla in un organismo cosmico che pensa a lui (anche se noialtri spesso non ce ne accorgiamo) e perché non ha sovrastrutture mentali.
– “Inerme” perché non ha senso attaccare un’altra parte dello stesso organismo (per es. non ha senso la mano destra che combatte contro la sinistra).
– “Sprotetto” perché non si aspetta di essere danneggiato dagli altri che non sono altri che se stesso.

Anche quando ci troviamo di fronte ad uno spettacolo naturale, un bel tramonto, un bell’albero abbiamo una sensazione di stupore e di meraviglia che ha a che vedere con la “creazione” e quindi con il tutto.

Questa emozione, questo Senso del Magico o Meraviglia sono le condizioni necessarie affinché si superino le barriere che ci limitano la percezione.

Ma ovviamente oggi noi non siamo più così puri ed allora servono tecniche di meditazione specifiche per riportarci in quello stato, accompagnate da un lavoro di liberazione della coscienza dalle idee erronee e dal vissuto non perfettamente integrato, pensieri e emozioni del nostro passato, ma anche le aspettative del nostro futuro, ecc..

E’ un lavoro che prende un tempo diverso per ognuno essendo diversa la condizione in cui si trova in questo momento.

Volete provare una esperienza? Non è detto che ci riesca adesso così con tutti e questo breve tempo, ma è un esempio che potete riprovare a casa con più calma e concentrazione.

Abbiamo così fatto una bellissima meditazione di alcuni minuti.

Emanuele Russo

 

 

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