Perchè visualizzare qualcosa per manifestarlo è come spararsi su un piede

Perchè visualizzare qualcosa per manifestarlo è come spararsi su un piede

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Quante volte avrete sentito dire che se desiderate qualcosa dovete visualizzarlo chiaramente, in 3d a colori e il più intensamente possibile? E quante volte avete provato a farlo per poi scoprire con frustrazione che la cosa non si era manifestata? Volete sapere perchè?

La legge di attrazione funziona, sempre e perfettamente. Quello che di solito impedisce la manifestazione di un nostro desiderio è la resistenza che noi stessi mettiamo in campo. La resistenza è come un muro che tiriamo sù tra noi e la manifestazione del nostro desiderio, un muro di gomma fatto di emozioni negative, aspettative, preoccupazioni, sfiducia, e via dicendo…

Visualizzare la realizzazione del nostro desiderio è uno strumento efficacissimo. Percepirlo come qualcosa che è già presente, sentirne la presenza tangibile, entrare nello stato emozionale che proveremmo se quella cosa fosse lì per noi, è una modalità potentissima. Ma… attenzione!
Se visualizzate qualcosa perchè volete che quella cosa si manifesti, potreste introdurre nell’equazione una potente aspettativa. E l’aspettativa di qualcosa crea sempre resistenza.

Passate giorni e giorni a visualizzare quella cosa, vi sentite benissimo, potete toccarla, gustarla, avvertirne la presenza in tutti i suoi aspetti. E poi la cosa non si manifesta.
Ma perchè siete in grado di dire che “non si manifesta”. Pensateci bene. E’ perchè vi aspettate che, dopo tutto quel visualizzare, la cosa si manifesti.

E’ paradossale, lo so, ma visualizzare qualcosa aspettandosi che si manifesti è proprio come spararsi su un piede. E vero, c’è anche una forma di aspettativa gioiosa, fiduciosa, leggera, che di solito aiuta nel processo, ma quella di cui parlo qui è l’aspettativa preoccupata, ansiosa, sfiduciata. Quella che in fondo ha paura che nulla si manifesti. E la paura è sempre la radice di ogni resistenza.

E allora come si fa?

1378771_616981741685551_1304391932_nIl segreto è visualizzare per attivare in noi lo stato di gioia, entusiasmo, passione, pienezza e soddisfazione che la visualizzazione del nostro desiderio ci crea. E continuare a visualizzare nel tempo per rendere quello stato più stabile e facile da attivare.

Ma soprattutto il segreto è imparare a poco a poco ad amare quello stato di coscienza più di ciò che vogliamo manifestare, tanto che la manifestazione del desiderio in sè per sè comincia a perdere importanza, mentre perdurare in quello stato è per noi tutto ciò che conta.

E nel momento in cui godiamo totalmente del nuovo stato di coscienza che abbiamo creato, tanto che la manifestazione del nostro desiderio non ci crea più alcuna aspettativa, ecco che la cosa o la situazione non potranno fare altro che manifestarsi.

Proprio così, non potranno proprio fare a meno di manifestarsi, perchè sarà la naturale risposta dell’Universo al nostro stato di coscienza.

Talvolta questo processo è talmente potente, e siamo talmente travolti dal nuovo stato di coscienza, che il desiderio su cui stavamo lavorando diventa sfocato… improvvisamente non ci sembra più importante, e lo stato di gioiosa coscienza che abbiamo creato ci porta manifestazioni diverse, sorprendenti, che non saremmo mai stati capaci di immaginare, e infinitamente più soddisfacenti del nostro desiderio iniziale.

E’ un piccolo grande segreto questo, un tassello spesso dimenticato nelle ricette veloci sulla legge di attrazione. Quando lo avrete fatto vostro vedrete che cambierà completamente la vostra prospettiva.

La chiave è cessare di concentrarsi sulla manifestazione tangibile di qualcosa, e focalizzarsi invece totalmente sullo stato che quella manifestazione creerebbe in noi, al punto tale da arrivare ad apprezzare lo stato più della manifestazione stessa.
In fondo, se ci pensate, è logico. La ragione per cui desideriamo qualcosa è perchè pensiamo che quella cosa possa offrirci maggiore gioia e soddisfazione. In altre parole pensiamo che quella cosa possa offrirci uno stato di coscienza diverso. Quindi quello che ci interessa veramente è sempre lo stato di coscienza, e non la cosa in sè.

Questo articolo è liberamente tratto o direttamente tradotto dagli insegnamenti di Abraham-Hicks.
Chi è Abraham?
 Leggi una introduzione a questo straordinario maestro.

Fonte

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2 commenti

  1. Parlando per esperienza personale, posso confermare ogni singola riga che è riuscita a spiegare un concetto che, da sola, non avrei saputo e non so ancora chiaramente esprimere a parole. Felice di essere “capitata” qui.

    • hehehe… ultimamente il “capitare” nel posto giusto per comprendere certe cose, non è più tanto infrequente!!
      Felice di esserti stato di aiuto.
      Emanuele

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