Un viaggio nel nostro profondo se superiore. La spiritualità nelle opere di Xenia Miranda

Xenia Miranda si addentra in una magica descrizione pittorica dei mondi astrali. Si tratta della dimensione dell’anima o meglio delle varie dimensioni in cui l’anima si può trovare quando non è legata al corpo fisico. Non si tratta soltanto di cosa succede dopo la morte, ma spesso si descrivono anche i luoghi in cui ci si ritrova in alcuni sogni particolarmente vividi o anche le dimensioni meditative in cui intervengono elementi dell’Ego e presenze spirituali.

[pullquote]È il senso del magico, quell’esperienza mistica che ci avvicina al divino, che ci fa sentire una sensazione piacevole e meravigliosa sempre nuova seppur già vissuta.[/pullquote]Coloro che non conoscono questi temi rimarranno particolarmente colpiti dalle evanescenti presenze che, non avendo un corpo solido, si intersecano tra di loro, condividendo spesso lo stesso spazio e con il paesaggio formano una piacevole trama animata e sempre nuova ad ogni sguardo. A volte, infatti, si rimane meravigliati di scoprire un nuovo personaggio in un dipinto già visto varie altre volte e quindi dato già per “conosciuto”. Questa sensazione di meraviglia ricorda molto quando ci si trova estasiati davanti ad un bel tramonto anche se lo si è goduto numerose volte. È il senso del magico, quell’esperienza mistica che ci avvicina al divino, che ci fa sentire una sensazione piacevole e meravigliosa sempre nuova seppur già vissuta. Questo succede difronte a questi dipinti.

Dinnanzi ai suoi quadri è come ripercorrere la strada spirituale in ogni sua tappa, lungo le fasi di conoscenza dell’Ego che con le sue costruzioni ci portano lontano dal nostro “cuore” e dalla nostra anima profonda. Immagini che sono realizzate con ricordi ed eventi vissuti da integrare armonicamente nel proprio sé, fino ai momenti di meditazione più profondi con divine presenze che aiutano a superare le difficoltà dell’avvicinamento a quel grande centro spirituale che ci contiene tutti.

Spesso, nelle sue opere, è presente una porta, un vortice, un passaggio che connette le dimensioni astrali, dove le anime sostano intente nel lavoro di dissoluzione dell’Ego, con quella spirituale, dove, invece, le anime, depurate finalmente dalle scorie dell’Ego terreno, possono finalmente accedere alla presenza del divino. Altre volte è il mare dell’energia che avvolge gli esseri, che in essa si fondono o che da essa vengono formati, che ci ricorda come il confine del corpo non sia netto, che ne siamo parte integrante e non esseri isolati, come oggi anche la fisica quantistica ci suggerisce.

In altri dipinti folle di anime si muovono, verso porte dimensionali, in migrazioni come si dice che avvenga e sia avvenuto con le mitiche popolazioni scomparse. I dettagli del corpo sono più o meno definiti e nello stesso corpo si possono individuare particolari sia netti che parti fluide o rarefatte a rappresentare il dissolvimento della personalità terrena dell’Ego, come avviene negli esseri astrali durante la fase di allontanamento dal mondo fisico.

In sintesi Xenia Miranda ci invia forti messaggi che ci dicono come l’anima abbia una vita, un suo processo sia durante la vita fisica e sia dopo che il corpo viene lasciato. Le sue opere, dunque, rappresentano una sensazione di speranza e di apertura rompendo l’immagine terrificante che altri hanno voluto dare della morte fisica.

Emanuele Russo

http://www.xeniamiranda.com

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