Gestire la rabbia

Perché ci si arrabbia?

Uno dei problemi più grandi è gestire la rabbia. Essa i fatti sfugge abilmente ad ogni tentativo di controllo.

Essendo una emozione spesso si crede che siano da ricercare le cause i quella regione. Ma è un errore perché la rabbia deriva da un costrutto mentale anche se oramai diventato una abitudine.

La rabbia è infatti l’abitudine consolidata, una frustrazione, acquisita in questa o in altre vite, a non accettare in nessun modo un accadimento o un punto di vista diverso al nostro, come fatto puntuale o generalizzato.

Incaponendosi in questa visione ci si costringe a non prendere altri punti di vista in considerazione ed è per questo che quando si è arrabbiati non si ragiona più e spesso si finisce per perdere il lume della ragione.

La rabbia è una energia forte e quando il corpo si predispone per una qualche azione potente viene messa in moto la forza chimica più aggressiva che abbiamo a disposizione: la bile.

La bile infatti è ciò che distrugge le cellule del cibo per renderle assimilabili. Dato che si produce nel fegato, viene considerato questo la sede delle potenti emozioni rabbiose.

Per questo è necessario gestirla con attenzione perché altrimenti si rischia di lasciarla in giro ad aggredire ciò che non deve.

Come gestirla?

La comprensione, a freddo, di questi concetti già di per se aiuta ad affrontare meglio questa reazione. Capire dunque che c’è qualcosa che non “digeriamo” e che vorremmo distruggere e qual è, è il primo passo. Ma il comprendere come si è creata questa “visione” che non accetta modificazioni e le conseguenze a cui porta è la radice da cui partire per risolvere questo atteggiamento.

Bisogna però fare qualcosa di più in quanto normalmente si è già creata una abitudine da lungo tempo. Si è, cioè,  già creata una struttura energetica che ci porta dal punto A, il riconoscimento della situazione, al punto B, la reazione rabbiosa, in un battibaleno impedendoci di intervenire per modificarla.

Anzitutto va compreso che non è buona norma né negarla, né sopprimerla perché rischiereste di far scatenare all’interno del corpo quelle energie chimiche con possibili deleterie conseguenze nel fisico specie con il ripetersi delle situazioni.

A tal proposito esistono varie tecniche di catarsi, ossia di sfoghi controllati, per scaricare la rabbia in eccesso.

È necessario, quindi, una analisi del proprio passato e dei motivi e degli episodi in cui si sono creati questi costrutti mentali. In seguito si possono risolvere con le solite nostre tecniche meditative energetiche.

Queste analisi dovranno tenere presente che spesso la questione è che noi PRETENDIAMO che le cose vadano in un certo modo perché CREDIAMO che sia giusto così.

Ma questa credenza è spesso basata su errori di visione costruiti sotto l’influsso di abitudini sociali e miti generalizzati in una società che non è costruita armonicamente.

Quindi, per districarsi, bisogna anche avere una sana idea di quale sia una visione armonica della vita sociale.

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