Ragazzi Down… allegria Up !

Alcuni giorni fa, a Ronciglione, sono stato ad aiutare al banchetto dell’AICS di Viterbo e il banco vicino era quello dell’AIPD – Associazione Italiana Persone Down che raccoglieva fondi per i loro ragazzi vendendo piccoli deliziosi lavoretti fatti a mano.

boy-beach-child-with-down-syndromeMentre ero lì non ho seguito molto il loro lavoro. Ma nel mio subconscio sono intanto andati a posto alcuni tasselli.

Una delle caratteristiche che distinguono i ragazzi down è la loro allegria. In realtà, a quanto pare, non è che siano “più allegri” di quelli considerati “normali”, ma è che hanno una sorprendente capacità di mostrare le loro emozioni in modo totalmente esplicito. Quindi quando sono allegri, lo sono alla massima potenza!

Il loro “difetto”, invece, è la lentezza dell’apprendimento e forse una maggiore semplicità dei loro processi mentali.

Questo “difetto” è, però, considerato tale solo in questa società dove tutto corre e in cui devi essere altamente produttivo. Nelle società primitive, invece, c’è o c’era un profondo rispetto per chi “non è normale” al punto che vengono considerati “persone sacre”. E, in effetti, la mancanza di sovrastrutture mentali, di molti preconcetti, di forte discussione interiore, li rende molto più aperti e sensibili della maggior parte dei “normali”.

La mente, lo abbiamo detto, crea una specie di castello di idee e immagini attorno a noi che diventa il filtro attraverso cui vediamo il mondo. Questo mondo così “filtrato” risulta piuttosto “limitato” grazie all’effetto del filtraggio: lo riduciamo cioè a quello che noi crediamo che sia in base alle nostre esperienze… alle nostre LIMITATISSIME esperienze. Chi può dire infatti che su 7 miliardi di persone e quindi di punti di vista, di essere colui che ha ben compreso il mondo? Per forza ognuno di noi ha una visione tremendamente limitata della realtà.

Le tecniche meditative servono appunto a “rallentare la mente”, “riconoscere le proprie illusioni e sbarazzarsene”, “vedere la realtà e non attraverso i filtri”… Un ragazzo down ha già tutto questo in dotazione e se lo conserva, mentre i “normali” si incasinano la mente e perdono la connessione con lo stato-senza-mente.

Potremmo imparare molto da loro.

 

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